Mondi possibili. Il Forum e noi, genitori di un figlio cattolico e gay

Riflessioni di due genitori con un figlio gay presenti al IV Forum dei Cristiani LGBT (Albano 15-17 maggio 2016)

Per noi genitori di un ragazzo omosessuale, il bisogno di essere al Forum dei Cristiani LGBT di Albano Laziale è nato dall’esigenza di misurarci con un vissuto apparentemente contraddittorio: quello di un ragazzo di educazione laica che, nel momento difficile del suo coming out, ha aderita in maniera sempre più sentita ai valori della chiesa cattolica. Una contraddizione tanto più palese se correlata ad una Chiesa ufficiale che non accoglie gli omosessuali nella loro interezza.

Il Forum di Albano ci sembra abbia risolto, almeno sul piano dialettico, questa apparente inconciliabilità, attraverso una coerente attività in cui si è lasciato libero ed intelligente respiro al fluire di sensazioni, emozioni e proposte da parte dei numerosi partecipanti. Tutto ciò nonostante la chiesa ufficiale, fisicamente presente al Forum attraverso alcuni suoi rappresentanti (sacerdoti, suore, lo stesso Vescovo di Albano), ancora non sembra avere colmato il divario antistorico tra certezze dogmatiche e bisogni reali dell’uomo.

Dall’incontro con questi ragazzi e queste ragazze è scaturito un bisogno di “spiritualità” e di “assoluto” quale probabile  risarcimento di un percorso comune di solitudine e di un mondo “altro”da loro.
Una solitudine sempre più sfumata negli omosessuali di lungo corso che, nella serenità agita e nel mostrarsi nelle loro relazioni di coppia, hanno testimoniato per tutti un mondo possibile.

Dai genitori sono emerse quasi sempre storie di difficile accettazione simbolicamente sintetizzate da uno di loro con la frase “sono ad Albano per risarcire in parte mio figlio del dolore che gli ho arrecato”.

Il Forum probabilmente ci accompagnerà a lungo con i  visi e gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato.  Alcune riflessioni ancora ci portiamo dentro:

1)    la chiesa ufficiale va sempre più richiamata ad esprimersi sugli omosessuali e gli stessi omosessuali credenti devono collegarsi di più con la società civile per la realizzazione del diritto per tutti a vivere pienamente la propria affettività;

2)  l’attività dei diversi gruppi di cristiani LGBT sparsi in tutta Italia dovrebbe non solo essere estesa, ma ulteriormente valorizzata nella sua azione, in special modo in un coinvolgimento più stringente dei giovanissimi e delle giovanissime che al forum hanno portato non solo una ventata di freschezza e di voglia di fare, ma una profondità di proposte e di bisogni;

3)    i punti di vista dei genitori degli omosessuali forse al Forum sono stati sottoespressi, sebbene da loro siano emerse delle  criticità che meriterebbero un ulteriore approfondimento;

4)    nel Forum è stato piuttosto ricorrente il richiamo alla formula lgbt dove la t sta per transessuali. Ad Albano i transessuali se  c’erano non si sono manifestati ed i richiami emersi in tal senso durante le varie discussioni sono stati marginali. Tra gli stessi            genitori nessuno ha sostenuto le esigenze di un figlio o figlia transessuale;

5)    i collegamenti con i gruppi di cristiani lgbt europei  potrebbero divenire più sistematici ed incisivi. Da promuovere anche il confronto con gruppi provenienti da altre chiese, piuttosto che da altre religioni per individuare le diverse possibilità di porsi nei confronti del tema “omosessualità”.

Siamo consapevoli che l’esperienza, la preparazione e la sensibilità degli organizzatori saprà cogliere le domande emerse dal Forum di Cristiani LGBT di Albano.

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