Il trentennale cammino in parrocchia dei Fratelli dell’Elpis, i cristiani LGBT di Catania

Testimonianza del Gruppo Fratelli dell’Elpis, cristiani LGBT di Catania presentata al IV Forum dei Cristiani LGBT di Albano Laziale il 17 aprile 2016

Elpis, in greco, significa “speranza”, “attesa di qualcosa di nuovo”. Fratelli dell’Elpis sottolinea il ritrovarsi come fratelli intorno alla speranza che è Cristo nell’attesa che, presto, non sia più necessario e che questo gruppo si sciolga nell’abbraccio della Chiesa e di ogni comunità ecclesiale.

La nostra storia, molto in breve.

Il gruppo nasce dall’esigenza manifestata da alcuni di noi gay-credenti, di riflettere sulla nostra sessualità e dalla percezione di come non fosse fruttuoso il velo di silenzio e di disagio che la condizione omosessuale genera nelle comunità cristiane e nella società laica. Il luogo intorno al quale le nostre esigenze si sono concretizzate è stata l’accoglienza spirituale e materiale della comunità cristiana del SS. Crocifisso della Buona Morte. Il gruppo si è costituito attraverso un lento ed informale diffondersi della proposta tramite contatti personali ed amicizie.
E’ dal 1° di febbraio del 1990 che periodicamente le porte di questa chiesa di aprono per proporre uno spazio di riflessione agli omosessuali che decidono di utilizzare l’incontro ed il confronto come strumento di crescita.
Il gruppo propone due incontri mensili solitamente la seconda e la quarta domenica del mese.
Nel corso degli anni si è riflettuto e ci si è confrontati intorno alla Lectio di vari libri dell’Antico Testamento; abbiamo incontrato teologi e biblisti sia cattolici che di altre confessioni cristiane su temi inerenti il vissuto specifico degli omosessuali e su temi più ampi che hanno coinvolto anche membri della comunità del SS. Crocifisso e di altre parrocchie catanesi; abbiamo organizzato incontri culturali su temi quali, ad esempio, “I percorsi dell’amore, L’amore negato: i ragazzi del ’39, Le ragioni della nostra speranza”, nonché concerti in occasione della giornata della memoria a favore del CO.P.E.; ci siamo sempre più aperti ad una dimensione ecumenica che, negli ultimi 9 anni, ha portato all’organizzazione, in comunione con le Chiese Valdese, Battista e Luterana di Catania, delle Veglia in memoria delle vittime dell’omofobia e per il suo superamento intorno al 17 di maggio, in contemporanea e su un tema condiviso tra tutti i gruppi di gay-credenti italiani ed europei.
Dal 2013 il gruppo ha partecipato attivamente alla fondazione del “Fondo Samaria” , un’associazione voluta da tutti i gruppi di gay credenti italiani al fine di sostenere progetti, mobilitazioni, iniziative culturali e spirituali che possano contribuire al superamento di ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale o identità di genere, nella società e nelle chiese cristiane.
Negli ultimi anni vi è stato un sempre maggiore dialogo con la diocesi di Catania nella figura dell’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina, che incontrò il gruppo nel corso della visita pastorale alla parrocchia del giugno 2012, con i diaconi permanenti, gli scout, fino ad arrivare, nel 2015, ad un contributo relativo all’accoglienza della persone omosessuali nella Chiesa nell’ambito del più ampio questionario in preparazione al Sinodo sulla Famiglia che si terrà nell’ottobre 2015.
Il contributo, che evidenzia, da un lato un’esperienza di inclusione totale delle persone omosessuali e, dall’altro, il bisogno di preparazione e formazione nell’ambito delle singole parrocchie su questi temi, è stato elaborato e condiviso con i responsabili della pastorale familiare delle parrocchie della diocesi di Catania e, insieme a tutte le risposte del questionario, inviato in Vaticano.
Da ultimo, il 7 maggio 2015, il gruppo ha celebrato il suo 25° compleanno con un convegno dal titolo “Omosessualità: dall’accoglienza al riconoscimento?” che ha visto la presenza dell’Arcivescovo Metropolita di Catania Salvatore Gristina, Sua Eccellenza mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, dei biblisti don Antonino La Manna e don Carmelo Raspa, del docente di teologia morale don Vittorio Rocca e il contributo di Filippo Natoli, in rappresentanza dell’Elpìs.
La risposta al quesito del convegno sembra essere positiva. C’è ancora motivo di sperare in questa Chiesa sempre meno sorda alle esigenze dell’uomo, pronta a cambiare e rivedere le proprie posizioni alla luce di un dialogo con l’individuo. Dialogo che non può mancare mai di scoprire i volti nuovi delle cose. L’omosessualità non sia più vista come fonte di peccato e di vergogna, ma come dono di vocazione, di sofferenza, di passione, di umanità. Una Chiesa aperta a quell’umanità di cui Dio stesso decise di rivestirsi nella persona del Cristo, umanità gioiosa e tanto libera da cantare, insieme al Salmista: «Ti lodo Signore perché mi hai fatto come cosa stupenda» (Salmo 139,14).

Il nostro impegno

Non ci siamo proposti un’attività su cui concentrare il nostro impegno, ma abbiamo concepito il gruppo come un luogo di relazione tra persone accomunate da una esistenza affettiva diversa, in cui tentiamo di elaborare questa nostra diversità alla luce di una scelta di fede; in altre parole crediamo che il nostro impegno maggiore sia quello di cal¬minare insieme perché la solitudine non appartiene alla vocazione del nostro Dio:

“Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica. Infatti, se vengono a cadere, l’uno rialza l’altro. Guai invece a chi è solo: se cade non ha nessuno che lo rialzi”. (Qoélet 3, 9-10)

Un camminare-insieme comporta inevitabilmente incontrare altri sempre differenti da sé, scatena l’apertura di ferite come il sentirsi accolto dall’altro così come si è, significa giocarsi nella propria capacità di accogliere l’altro e sostenerlo.
Siamo convinti che la nostra semplice presenza co¬me gruppo di gay-credenti e il nostro semplice lavoro di riflessione sia una sollecitazione a una maggiore consapevolezza della Chiesa verso la pre¬senza al suo interno di persone che vivono l’affettività in modo diverso. E’ infatti nostra esperienza che, tutte le volte che ci siamo incontrati individualmente o come gruppo con comunità cui¬stiano e sacerdoti, la nostra serenità e pace interiore, le nostre scelte di vita propositive sono state percepite non come fonte di minaccia ad un ordine morale ma come un ripensare certi modi di comprendere la pluralità espressiva dell’amore di Dio.
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Il valore di un sì

Un “sì”
è come una folata di vento
che non sai
dove ti può portare.
Ti coglie all’improvviso
ti spinge per strade ignote (…).
Un “sì” è un gusto nuovo
che ogni volta
ti fa assaporare la vita
e la tinge di realtà sconosciute,
un mistero che si affaccia
di cui non comprendi nulla,
un regalo che la vita ti offre
e ti modella a tua insaputa. (…)

In memoria di Amalia Giardina, madre e amica di tanti, presidente di AGeDO Catania, cresciuta insieme all’elpis, e tornata in cielo il 19 dicembre 2014

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Gruppo Fratelli dell’Elpis, cristiani LGBT di Catania

Parrocchia SS. Crocifisso della Buona Morte
Piazza Falcone, Catania – Tel. 095535077 – Tel. 342.0521735 (segreteria telefonica o dopo le 21:00)
http://www.fratellidellelpis.orgfratelli@fratellidellelpis.org
Facebook: https://www.facebook.com/groups/fratellidellepis/

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