Dentro una persona trans c’è un universo da scoprire, lasciati guidare da Dio

Riflessioni di Vanna Failli del gruppo di spiritualità LGBT “Nicodemo” di Bisceglie

Sono Vanna Failli, laureata in Psicoeconomia, ex transessuale FtM ora donna, Cattolica praticante, referente del gruppo di spiritualità LGBT “Nicodemo” di Bisceglie. Dopo pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni al IV Forum Cristiani LGBT, che si terrà ad Albano Laziale (RM) dal 15 al 17 aprile 2016 nella Casa di Accoglienza San Girolamo Emiliani dei Padri Somaschi, numerose sono state le iscrizioni di gay, lesbiche, genitori ed operatori pastorali: le grandi assenti sono ancora le persone transgender.

Il Forum tratterà tantissime tematiche attuali e coinvolgenti, relative al connubio tra fede ed omo-transessualità, in un Paese in cui la popolazione LGBT è in costante aumento e gli stereotipi cominciano ad essere un ricordo. Ma ogni tentativo di cambiamento impatta inesorabilmente contro gli stereotipi.

Per quel che riguarda la mia storia personale, sovente mi sono chiesta se dopo la transizione sarei diventata un’aliena, oppure se le persone transessuali potessero essere dedite esclusivamente alla prostituzione, e infine se fossero in grado di vivere un percorso di fede adulta. D’altro canto la maggior parte degli operatori pastorali guarda spesso alla comunità transessuale come un gruppo di persone disagiate, per nulla o poco integrate, lontane dalla fede. Attenzione però a non sovrapporre i due atteggiamenti: un conto sono gli stereotipi che consentono delle generalizzazioni di comodo, altro è la realtà nella quale quotidianamente ci confrontiamo. Con questo non voglio negare che il percorso di transizione abbia bisogno di supporto psicologico e di assistenza medica per raggiungere un equilibrio psicofisico che permetta una piena integrazione a tutti i livelli sociali.

Gli stereotipi, soprattutto quelli legati alla diversità e disforia di genere, sono duri a morire in quanto si radicano in un sistema culturale secondo cui le persone transgender erano considerate, nel migliore dei casi, superomosessuali o fenomeni da baraccone.

Oggi invece i tempi sono maturi! Le persone transgender vogliono riconquistare la propria dignità e vivere il proprio percorso di fede nella massima serenità ed accettazione, senza dover cambiare nulla e senza soffocare i propri desideri e le proprie aspettative.

In altre parole  voglio dire che si può “Vivere il vangelo servendo la persona e la società” [1]: la Chiesa sempre più si sta’ riconoscendo “serva degli uomini”[2]. Probabilmente la base è già pronta e la mia Parrocchia ne è un formidabile esempio.
Ma questo non basta: siamo chiamat* ad affrontare la sfida più grande e ambiziosa, quella di renderci presenza visibile e tangibile,  testimonianza vera nel nostro contesto ecclesiale. Quale migliore occasione se non quella di partecipare al Forum?

Se vuoi contribuire anche tu al cambiamento, incontriamoci al Forum, per essere anche Noi Chiesa.

Vanna

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[1] Christifideles laici
[2] Christifideles laici

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