Babele o Pentecoste? Viaggio nel Forum Europeo dei Cristiani LGBT

Testimonianza di Giuliana, partecipante alla 33a Conferenza annuale dell’European Forum of LGBT Christian Groups (Merville, Francia, 21-25 Maggio 2015)

Il Forum Europeo dei Gruppi Cristiani LGBT (European Forum of LGBT Christian Groups) è un’ associazione ecumenica di cui fanno parte i gruppi lgbt cristiani provenienti da diverse parti dell’Europa, il cui scopo è quello di raggiungere l’uguaglianza e l’inclusione di questi gruppi all’interno delle Chiese e organizzazioni cristiane.
Quest’anno il 33° Forum è stato organizzato dal gruppo David&Johnatan di Parigi e ha avuto luogo dal 21 al 25 Maggio presso il Centro di ritiro spirituale diocesano di Merville, in Normandia (Francia), in un edificio del 1924 precedentemente voluto dalla Diocesi di Lille, della quale fa parte, per accogliere un seminario e poi trasformato, dopo il 1970, in Centro di Ritiro spirituale[1].

Questo è stato il primo Forum al quale ho partecipato, ufficialmente come persona non affiliata a nessun gruppo e in qualità di ricercatrice universitaria. Questo mio posizionamento mi ha comunque permesso di sentirmi parte di una rete più ampia e di pensare a me stessa all’interno del Forum Europeo anche come persona in contatto con alcune realtà italiane, come il comitato di organizzazione del Forum cristiani LGBT italiani, del quale sono membro, ma anche di gruppi come Il Guado.

Il tema del Forum era “Contatti interculturali: Babele o Pentecoste?” offrendo di entrambi una interpretazione nuova. La pluralità delle lingue parlate nel mondo che seguì la distruzione della Torre di Babele (Genesi 11:1-9) non viene considerata come simbolo dell’orgoglio e della vanità umana, che Dio punisce, ma come un dono che ci spinge a essere curiosi dell’Altro. Abbiamo dunque bisogno di sforzarci per capire la lingua dell’Altro e ciò ci aiuta a essere consapevoli dell’Alterità.
La Pentecoste (Atti degli Apostoli:2:1-13) celebra la fondazione della Chiesa come comunità di credenti.
L’interpretazione corrente considera gli apostoli capaci di parlare la lingua dei loro interlocutori e quindi di diffondere la parola di Dio nel mondo. Anche in questo caso, una interpretazione più ecumenica considera le lingue parlate nel mondo come più di semplici codici di comunicazione: è il potere dell’amore conferito agli apostoli dallo Spirito Santo a rendere la loro lingua comprensibile per tutti.

Le Pre-conferenze (21-22 maggio), come ogni anno, sono state dedicate alle Donne, agli Uomini e Transessuali. Inoltre, è stata organizzata una Pre-conferenza Cattolica.
Non ho potuto partecipare alle pre-conferenze, ma ho assistito alla cerimonia di apertura (23 maggio), che ha avuto luogo nella cappella del centro di ritiro. Durante la cerimonia abbiamo ripercorso la storia del Forum Europeo, che nasce nel 1982 grazie all’intuizione di Emile Letertre, un prete membro del gruppo David &Johnatan di Parigi, a seguito di una fitta corrispondenza tra varie persone di diversi paesi europei che si incontrarono e che organizzarono a Strasburgo, l’anno seguente, il primo Forum [2].
Subito dopo sono iniziati i workshop. Il programma di quest’anno era davvero intenso ed è stato difficile scegliere i workshop a cui partecipare. Per interessi legati alla ricerca etnografia, ho seguito quelli che in qualche modo si concentrassero sul dialogo tra diversi gruppi e tradizioni religiose, sul confronto e sulle strategie adottate dai gruppi, anche in una prospettiva nazionale e internazionale, per poter essere visibili e per poter giocare un ruolo sociale e politico rilevante.

In questo senso, un workshop molto interessante è stato quello dal titolo “Strategies for advocacy in global church bodies”, che presentava vari attivisti per l’inclusione delle persone LGBT cristiane nelle chiese, coinvolti in reti globali, che hanno presentato le loro attività più recenti. Questo ci ha permesso di confrontarci sui vari network internazionali.
Martin, del gruppo lgbt Catholics Westminster di Londra, ci ha parlato del Global lgbt Catholics Network, una rete internazionale di 13 organizzazioni formato da persone che si confrontarono durante la Conferenza “Ways of Love” tenutasi a Roma nell’ottobre 2014 e che da allora lavorano per coinvolgere i cattolici LGBT e le loro famiglie.
Ci spiega che stanno lavorando a un documento il cui scopo è quello di contribuire alla discussione inerente quei paragrafi destinati alle relazioni tra persone dello stesso sesso per il Sinodo 2015 e con il quale si vorrebbe invitare il Sinodo a condannare la criminalizzazione dell’omosessualità.

Davis, omosessuale e anglicano, ci racconta che fa parte di un network lgbt nigeriano Changing attitude. All’inizio, il problema da affrontare per il network in Nigeria riguardava la diffusione dell’HIV e non c’era un reale interesse per l’aspetto religioso. Qualcosa cambia quando la Chiesa Anglicana nel 1998 organizza la Conferenza di Lambeth, l’assemblea che riunisce i vescovi della Chiesa anglicana a Londra, dove per la prima volta viene espressa la necessità di ascoltare l’esperienza degli omosessuali (anche se la Chiesa rimaneva sostanzialmente contraria a cambiamenti teologico-dottrinali). Alcuni preti africani parteciparono alla Conferenza e, tornati nel loro paese, cominciarono ad accusare la Chiesa di voler accettare gay e lesbiche.
Nel 2005 Changing attitude sente dunque la responsabilità di partecipare a questo dibattito e Davis da allora cominciò a essere visibile e a confrontarsi con la chiesa anglicana in Nigeria, la quale afferma che non vi sono omosessuali nelle Chiese cristiane . Strategia è quella di servirsi dei mezzi di comunicazione, come la stampa o internet, di rendersi visibili, di ‘parlare per noi’, di far parlare le voci africani.

Gabriel è la coordinatrice del Forum Europeo LGBT cristiani. Per molti anni il forum è stato coinvolto nelle iniziative del WCC (World Council of Churches). Due anni fa hanno organizzato un’assemblea in Busan, Sud Corea, la General Assembly of the World Council of Churches [4].
Per quell’evento venne creato un gruppo di lavoro che ha gettato le basi per un lavoro a livello globale. Gabriel si chiede, dunque, quale sia il ruolo del Forum Europeo a livello globale. Il gruppo di lavoro ha cercato di entrare in contatto con organizzazioni e chiese che hanno a cuore le minoranze sessuali, come, tra gli altri, la Metropolitan Community Church.
La strategia non è solo quella di essere visibili, ma anche di avere un ruolo politico. Questo vuol dire essere diplomatici con le Chiese e non troppo aggressivi. Lo scopo è appunto quello di far capire che non si vuole creare una lobby per le minoranze sessuali, ma che si lavora coinvolgendo tutta la sessualità umana, che ha bisogno di essere compresa.

Jan, membro del Global Inter-faith Network, che ha organizzato una conferenza in Sud Africa l’anno passato, dove stanno aprendo una sezione. Lo scopo è quello di supportare e proteggere tutte le tradizioni religiose. Cerca dunque di lavorare a livello locale, servendosi di membri ‘in loco’, soprattutto in quei posti dove non vi sono organizzazioni.
Il network ha partecipato a diverse conferenze, come quella in Messico organizzata dall’ILGA nel 2014 [5]. Stanno collaborando con la Chiesa di Svezia e ci sarà a questo proposito una pubblicazione inerente i temi LGBT.

Misha è russo ed è coinvolto nell’European Forum che, insieme alla WCC, stanno cercando di capire quale possa essere il loro ruolo per la realizzazione di un gruppo di lavoro ortodosso. Sono stati organizzati fino ad ora eventi privati con rappresentanti del mondo ortodosso. Infine, si sta organizzando un incontro in Finlandia previsto per l’Agosto 2016 che coinvolgerà tutte le organizzazioni lgbt.

Altro workshop è stato quello riguardante il Dialogo Inter-religioso, durante il quale le tre associazioni presenti a Parigi – David&Johnatan, Beit Haverim, Musulmane Inclusive de France – si sono confrontante e hanno parlato del cammino fatto assieme. David&Johnatan (D&J) e Beit Haverim sono le due associazioni LGBT più vecchie della Francia. I loro rappresentanti ci spiegano che una ‘strategia’ da loro adottata è quella della visibilità.
Per esempio, si recano nelle scuole per parlare della loro esperienza. Dopo gli attentati di Parigi del 7 gennaio, hanno organizzato tutti insieme una cena di solidarietà. Insieme vogliono costruire un monumento per le vittime dell’omofobia. Lo scopo è quello di integrare la religione nella società secolarizzata.
Ci dicono che una tattica usata per dialogare con le istituzioni è quella di parlare di omofobia più che di religione. Importante è incrementare il network internazionale, di fondamentale importanza poiché porta alla luce il fatto che le minoranze sessuali affrontano gli stessi problemi, al di là dell’appartenenza a diverse tradizioni religiose. In questo senso, le testimonianze sono simbolicamente potenti.
Da segnalare il Market Place, dove i diversi rappresentanti di diversi gruppi europei hanno organizzato dei banchetti con i quali presentavano se stessi, attraverso brouchure e libri, come:

Ekho – Ecumenial groups for Christian LGBTQ people (Svezia)
LGBT Catholics Westminster (Inghilterra)
Cool – Christliche organization Von Lesben (Svizzera)
Queerubim – Chor der queeren Boten Gottes (Germania)

Durante questa occasione mi hanno chiesto, in quanto donna, italiana e in contatto con alcuni gruppi, di distribuire alcuni segnalibri che pubblicizzano “Let’s our voice be heard“, libro che raccoglie le storie di lesbiche credenti di diverse parti d’Europa [6].

Il Forum si è concluso la tarda mattinata del 25 maggio. Dopo gli usuali ringraziamenti a chi ha speso tempo ed energie per organizzare questo forum, c’è stata la cerimonia finale, che si è conclusa con un momento di preghiera ecumenico, in cui ognuno ha recitato il Padre Nostro nella propria lingua. Infine, tutti insieme abbiamo cantanto la canzone che ha accompagnato i momenti di preghiera di tutto il Forum [7]:

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Courage

We are searching for the courage
in a world of hate and fear,
with silent words and whispers,
shedding lonely tears.
We are seeking for the courage
in a world that’s opening wide,
to leave the shades and cellars,
walking side by side.

Chorus: We are praying for the courage
to follow the law of love,
we are praying for the courage,
Eternal source of Love.
Be still, be still, my voice you hear,
Be still, be still, God is here.
We are searching for the courage
in a world with forces strong
That walk on frail and weak ones,
singing tuneless song.
We are building up the courage
in a world where last come first,
The heart and soul and justice,
guiding in our thirst.

Cerchiamo il coraggio, in un mondo di odio e paura, con parole silenziose e sussurri, versando lacrime solitarie. Siamo alla ricerca del coraggio, in un mondo completamente aperto a lasciare le ombre e i sotterranei per camminare insieme.
Stiamo pregando per il coraggio, per seguire la legge dell’amore, preghiamo per il coraggio, fonte eterna di amore. Sta fermo, sta fermo, è la mia voce quella che senti. Essere ancora, ancora, Dio è qui.
Siamo alla ricerca del coraggio, in un mondo in cui i potenti camminano sui fragili e i deboli, cantando canzoni stonate. Stiamo costruendo il coraggio, in un mondo in cui gli ultimi diventano i primi.
Il cuore e l’anima e la giustizia di cui siamo assetati. Stiamo pregando per il coraggio, per seguire la legge dell’amore, preghiamo per il coraggio, fonte eterna di amore.
Sta fermo, sta fermo, è la mia voce quella che senti. Essere ancora, ancora, Dio è qui.
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L’esperienza del forum è stata intensa e stimolante. Partecipare a questo evento europeo e incontrare persone provenienti da posti più o meno lontani e diversi mi ha dato la possibilità di comprendere l’importanza delle reti e delle unioni.
Come ho anticipato, ho partecipato al forum in qualità di ricercatrice universitaria e quindi, formalmente, come persona ‘esterna’. In quanto dottoranda in antropologia culturale, comunque, mi è stato insegnato che, durante la ricerca cosiddetta ‘sul campo’, quando veniamo in contatto con quel ‘pezzetto di umanità’ con cui decidiamo di fare ricerca, partecipando quindi alla sua quotidianità, è impossibile non sentirsi coinvolti dal contesto e sentirsi in qualche modo parte del contesto stesso.
L’oggettività, la scientificità della e nella ricerca – nella quale ci sono i ricercatori che ‘osservano’ e gli altri che immobili e inermi si ‘fanno osservare’ – è un mito che l’atteggiamento post-moderno novecentesco, con la crisi dei paradigmi cosiddetti scientifici, positivisti, ha spazzato via. Ci siamo noi, i cosiddetti ‘ricercatori’ e ci sono i nostri ‘interlocutori’, con con cui condividiamo e costruiamo domande di ricerca e i percorsi che essa seguirà. La ricerca è, o dovrebbe essere, un continuo dialogo.

Quando ho cominciato la mia ricerca, l’idea era quella di ricostruire le motivazioni che spingono gli individui a rimanere all’interno della Chiesa cattolica pur essendo in qualche modo ufficialmente discriminati e di portare alla luce i percorsi che portano i gruppi omosessuali cristiani a ritagliarsi degli spazi sociali, delle negoziazioni, degli incontri e, a volte, degli scontri con la Chiesa.
Se all’inizio della mia ricerca ero portata a pensare alle identità ‘cattolica’ e ‘omosessuale’ come, appunto, due identità distinte, la metodologia antropologica mi ha aiutato a decostruire il concetto stesso di identità. Le identità non sono ‘cose’ fisse, immobili, dai confini ben definiti. L’identità è un processo in continua costruzione, in continuo aggiornamento, in continua tensione. In questo senso, è necessario pensarsi in relazione agli altri, come parte di un contesto che è più grande dei nostri confini geografici e ideologici, senza necessariamente rinunciare ad essi.

L’idea della continua costruzione di sé in rapporto agli altri e del dialogo, idee che stanno alla base della metodologia antropologica, è un’idea che, a mio parere, sta alla base del Forum Europeo e della rete globale. è importante incontrarsi con Altri in qualche modo uguali e diversi da sé, come gli altri gruppi lgbt cristiani europei. L’incontro con l’Altro, in questo senso, ci offre la possibilità di gettare le basi per la costruzione di un movimento che ingloba tutte le particolarità senza necessariamente cancellarle.
Il forum europeo mi ha fatto riflettere sull’importanza di camminare insieme, di creare un movimento sociale più grande attraverso cui essere più visibili e cambiare aspetti della realtà che non condividiamo, come alcuni atteggiamenti della Chiesa (o di alcune chiese?) nei confronti delle persone lgbt.

I workshop di cui ho parlato mi hanno fatto riflettere sull’importanza del creare reti sociali più ampie, uscire dai propri confini, senza rinunciare a delle parti di se stessi, ma abbracciare l’idea che, banalmente, l’unione fa la forza.
Rendersi conto che si affrontano le stesse discriminazioni, le stesse ipocrisie e indifferenze, ma anche le stesse gioie e le medesime accoglienze. Il forum europeo crea momenti temporanei di creazione di potenziali soggettività (la frase non è mia, ma di una professoressa di nome Nadia Fadil) e permette ai gruppi di ragionare insieme per raggiungere obiettivi comuni. Partecipare al Forum mi ha definitivamente convinto dell’importanza di fare rete, di lavorare insieme.

Non dimentichiamoci, comunque, che il Forum è, prima di tutto, un’occasione per creare una grande comunità nella quale riconoscersi e nella quale poter essere se stessi. è un momento di incontro e confronto con l’altro ma anche di rilassamento, di divertimento, di tranquillità, di commozione, di motivazione.

L’immagine con cui voglio ricordare il Forum è quella delle persone coricate sul prato a godersi il sole, a ridere e a scherzare. Il Forum è un momento di tutti e per tutti.

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1 Per maggiori informazioni: http://mdamerville.canalblog.com/archives/2012/04/03/13926428.html
2 Per maggiori informazioni:
http://www.euroforumlgbtchristians.eu/index.php/en/european-forum/our-history/187-emile-letertre-about-the-founding-of-the-european-forum
3 http://changingattitude.org.uk/by-country/africa/nigeria
4 http://wcc2013.info/en
5 http://www.gin-ssogie.org/news/gin-hosts-interfaith-pre-conference-at-ilga-world/
6 http://www.letourvoicesbeheard.com
7 http://www.euroforumlgbtchristians.eu/index.php/en/resource-material/liturgy-and-prayer/music/54-courage-to-follow-the-law-of-love

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