Gli omosessuali cristiani dal movimento GLBT alla pastorale diocesana. L’esperienza di Torino

Intervento di Giuseppe Gerbaudo ed Andrea Fino del gruppo La Fenice di Torino tenuta al I° forum italiano dei cristiani omosessuali (Albano Laziale, 26/28 Marzo 2010)

In queste pagine intendiamo raccontarvi la nostra personale esperienza di omosessuali cristiani impegnati nel movimento Lesbico, gay, bisex e trans (LGBT) a Torino.

Non si tratta, evidentemente, di un’esperienza che possa valere da esempio per altri o come un prototipo da seguire in altre vicende personali. Torino, diciamolo subito, è una città con una realtà molto particolare nei confronti delle persone LGBT. La tradizionale accoglienza delle diversità della nostra città aveva già prodotto negli anni ’70 e ’80 prima l’esperienza del F.U.O.R.I. e poi quella del primo (o quasi) gruppo di omosessuali credenti italiano, il “Davide e Gionata”.
Questo forte tessuto associativo di avanguardia si è progressivamente arricchito, soprattutto dalla fine degli anni ’90 a oggi, di una particolare vivacità nel promuovere iniziative per accogliere e sostenere le persone omosessuali e transessuali, per riflettere sui loro problemi e sui loro diritti e questo ha portato ad un discreto livello di accettazione sociale sia delle diversità di orientamento sessuale che di quelle di identità di genere.

Già nel 1999 alcune associazioni LGBT (tra cui il “Davide e Gionata”) si riunirono in un Coordinamento GLT che aveva lo scopo di fare pressione sul Comune di Torino per l’introduzione di un registro delle coppie di fatto. L’iniziativa non ebbe buon esito, ma da lì nacquero alcune realtà che hanno profondamente mutato la realtà in cui ci siamo trovati a vivere e ad impegnarci.

Nel 2004 nasceva il Comitato TorinoPride 2006 per l’organizzazione del Pride nazionale a Torino. Si trattava di un cartello di associazioni molto varie e di orientamenti politici estremamente difformi che si riunì con lo scopo di organizzare non soltanto una manifestazione (il Pride, appunto), ma un intero anno di attività.
Proprio per organizzare le attività del 2006 legate al tema del rapporto tra omosessualità e fede si costituì un gruppo di lavoro in cui, insieme a diverse persone di varie associazioni e orientamenti interessati al tema, sedevamo anche noi come rappresentanti del gruppo “La Fenice” che avevamo fondato circa un anno prima.

Dopo l’esaltante esperienza del Pride 2006, che diede un impulso notevolissimo alle attività del movimento nella nostra città portando nuove persone ad avvicinarsi alle associazioni e la nascita di nuove realtà e gruppi, il Comitato si diede una nuova veste più strutturata, quella attuale del Coordinamento TorinoPride in cui, insieme a molte associazioni, decidemmo di impegnarci anche noi de “La Fenice”.
Oggi il Coordinamento conta 15 associazioni molto diverse tra loro come forma, scopi e orientamento politico che cercano, in una serrata dialettica interna, di promuovere sempre nuove iniziative a favore del movimento LGBT.

Uno dei punti-chiave dell’azione del Coordinamento è la celebrazione delle cosiddette “feste comandate” del movimento, ovvero il Pride di giugno, la giornata mondiale contro l’omofobia del 17 maggio e il Transgender Day Of Remembrance di novembre, in forme che, di volta in volta, si adattano alle possibilità e agli scopi politici del momento.
Parallelamente proseguiva, e prosegue tuttora, l’esperienza del nostro gruppo di omosessuali credenti, “La Fenice”, che si riunisce due volte al mese con la formula del gruppo di mutuo aiuto.
Teniamo ogni mese un incontro di preghiera e un incontro di riflessione su una tematica che portiamo avanti durante l’anno e ogni incontro si conclude sempre con una cena comunitaria in allegria.

Nel gruppo non esistono ruoli predefiniti o guide, ma semplicemente le persone che hanno acquisito più serenità nell’affrontare il rapporto tra omosessualità e fede cristiana si mettono di volta in volta al servizio dei nuovi arrivati cercando, soprattutto con la vicinanza e l’amicizia, di aiutarli a superare le proprie difficoltà e i propri conflitti.

Il Gruppo di Lavoro su Fede ed Omosessualità, invece, terminato il proprio compito per il Pride 2006 proseguiva il dialogo iniziato, proprio durante l’anno del Pride con la Diocesi cattolica Torinese e in particolare con Don Valter Danna (presidente dell’Ufficio Famiglia) e don Ermis Segatti (presidente dell’Ufficio per la Pastorale della Cultura) che erano stati incaricati dall’Arcivescovo Poletto di “seguire” le iniziative in occasione del Pride nazionale 2006.

Da questo dialogo nascevano alcune iniziative di confronto e alcune conferenze e soprattutto il vademecum per operatori pastorali “Fede e Omosessualità” uscito nel 2009 che rappresenta, a nostro parere, uno dei più avanzati documenti della Chiesa italiana sull’argomento.
Sempre dall’esperienza del Gruppo di Lavoro nasceva, negli stessi mesi, l’idea di fondare un Centro Studi su Fede, Religioni e Omosessualità che abbiamo deciso di intitolare a Ferruccio Castellano, figura storica del movimento dei gay credenti torinesi. Il Centro Studi si occupa di raccogliere materiale sulle tematiche in oggetto e di organizzare eventi e ricerche per favorire la riflessione sul rapporto tra fede e omosessualità.

La realtà particolare di Torino nei rapporti con il mondo LGBT si riflette anche nei rapporti molto positivi con le istituzioni locali . In particolare il Comune di Torino ha istituito, da quasi 10 anni ormai , il Servizio LGBT per il superamento delle discriminazioni legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale che si occupa, principalmente, di fare formazione nelle scuole e presso le pubbliche amministrazioni e di organizzare eventi culturali collaborando con le associazioni LGBT del Coordinamento e con le istituzioni locali.

Certamente, come abbiamo già detto, la nostra esperienza è molto particolare, segnata com’è dall’eccezionalità di Torino come ambiente in cui fare politica e volontariato per il movimento LGBT e, in particolare, nel settore dei credenti omosessuali.

Penso però che possa essere interessante confrontarsi proprio, come faremo nei gruppi di lavoro, sulle diverse esperienze che emergono in Italia nel modo in cui i credenti omosessuali si organizzano e gestiscono i propri rapporti con il resto del movimento LGBT e con le istituzioni ecclesiastiche.

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