Samaria. Un’associazione d’ispirazione cristiana al servizio 
delle persone LGBT

Relazione del gruppo di lavoro presentata al 2° Forum Cristiani Omosessuali Italiani (Albano Laziale, 30 Marzo – 1 Aprile 2012)

Dalla nascita dei primi gruppi locali di cristiani omosessuali italiani avvenuta all’inizio degli Anni Ottanta fino ad oggi, moltissime persone si sono avvicinate fra loro, in cerca di amicizia, comprensione, rispetto e comunanza d’intenti, condividendo una storia e una identità che rappresenta una grande ricchezza comune.

Negli ultimi anni si è assistito al fiorire di iniziative da parte di individui e gruppi di cristiani LGBT che intendono fare un “salto di qualità” e dare un contributo al bene comune al di là del semplice condividere momenti di crescita spirituale all’interno dei gruppi.
L’esperienza del coordinamento dei gruppi dei primi anni Duemila, per quanto non abbia portato alla nascita di un organismo nazionale, ha comunque rappresentato un primo importante tentativo in tal senso.

La nascita del progetto Gionata (www.gionata.org) nel 2007 ha rappresentato un ulteriore passo avanti con la creazione di una rete di volontari in tutta Italia che ha dato l’avvio alle veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia, giunte ormai alla sesta edizione. Il portale gionata.org è diventato una importante fonte di informazioni dei cammini dei cristiani omosessuali.
Gionata ha svolto anche un importante ruolo di tessitura di relazioni internazionali nell’ambito del Forum Europeo dei cristiani LGBT.
Proprio sul modello del Forum Europeo, si è tenuta la prima edizione del Forum Cristiani Omosessuali Italiani (Albano Laziale, 26-28 Marzo 2010) che ha visto la partecipazione di oltre 100 persone che hanno rafforzato la fiducia reciproca e l’impegno a continuare il processo di integrazione e di progettualità comune. Il 2011 è stato invece caratterizzato dall’organizzazione degli eventi su “fede e omosessualità” in occasione dell’Europride di Roma, che hanno mostrato una sorprendente vivacità del movimento a partire dal buon successo della campagna di raccolta fondi indetta allo scopo.

Per la preparazione del 2° Forum Cristiani Omosessuali Italiano (Albano Laziale, 30 Marzo-1 Aprile 2012), una riunione di esponenti dei gruppi tenutasi a Firenze il 14 novembre 2011 ha dato mandato a quattro gruppi di lavoro di predisporre proposte inerenti quattro aree tematiche: 1) identità e organizzazione nazionale; 2) raccolte fondi; 3) dialogo con le chiese; 4) comunicazione. Questa relazione e i suoi allegati costituiscono la proposta che il gruppo di lavoro “raccolte fondi” consegna ai partecipanti del 2° Forum Cristiani Omosessuali Italiano e a tutti coloro che nei tempi a venire vorranno prendere in considerazione di adottarla concretamente.
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Le sfide dei prossimi anni: tante idee e tanti progetti… ma come sostenerli?

Le associazioni LGBT cristiane si possono occupare di tanti progetti in favore delle persone LGBT e delle loro famiglie, in base a vari bisogni spirituali, culturali, educativi, ecclesiali, sociali.
A titolo esemplificativo e non esclusivo, tra le aree di intervento delle associazioni LGBT cristiane (sia a livello locale sia a livello di organismi nazionali) si possono citare:
a) progetti, ricerche, studi, convegni finalizzati alla lotta delle discriminazioni relative all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alle persone omosessuali, bisessuali e transessuali;
b) progetti sociali, culturali, educativi e assistenziali rivolti alle persone omosessuali, bisessuali e transessuali nella società e nelle chiese di ogni credo presenti in Italia, in Europa e nel Mediterraneo;
c) progetti rivolti a sostenere le persone omosessuali, bisessuali e transessuali in situazioni di solitudine, bisogno, vecchiaia, malattia o difficoltà in Italia, in Europa e nel Mediterraneo;
d) borse di studio per ricerche e tesi di laurea su tematiche relative all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alle persone omosessuali, bisessuali, transessuali;
e) le spese relative alla formazione di un classe dirigente che possa sradicare l’omofobia e la transfobia presente nella società e nelle chiese di ogni credo;
f) la partecipazione di persone capaci a congressi nazionali e internazionali sui temi dell’identità di genere e nonché suoi suoi impatti omosessualità;
g) ogni altra finalità caritativa o di solidarietà sociale diversa dalle precedenti.

Benché il successo dei progetti sia legato alla gratuità del volontariato e alla bontà delle idee alla luce dei valori evangelici, non sarà possibile realizzare molti progetti benefici senza il contributo economico di tanti piccoli e grandi donatori, così come avviene nella maggior parte delle opere caritative sia di tipo laico che di tipo religioso.

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La necessità di un fondo comune

L’esigenza di costituire una cassa comune o un fondo comune a livello nazionale per iniziative LGBT cristiane è nata con il Forum di Albano del 2010 e poi, l’anno successivo, con la campagna di raccolta fondi per gli eventi “fede e omosessualità” dell’Europride Roma 2011. Già in precedenza erano state effettuate delle collette per permettere la partecipazione di delegati italiani al Forum Europeo.
In tutti questi casi, per gestire gli aspetti economici ci si è appoggiati al conto corrente di singoli volontari o al conto corrente del Guado di Milano, unica associazione ad avere una sede propria e un conto corrente proprio.
Per quanto tutto il movimento debba essere grato della disponibilità di singoli individui o singoli gruppi di rendere questo prezioso servizio, una soluzione autonoma e strutturata va individuata al più presto, anche per far fronte alla complessità crescente dei progetti.
Il tema del finanziamento dei progetti era stato già affrontato in un gruppo di lavoro ad hoc istituito subito dopo il Forum del 2010 e poi la bozza definitiva ha preso forma nell’ambito delle revisioni effettuate dal gruppo di lavoro scrivente.

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I donatori

Qualsiasi progetto caritativo include almeno tre soggetti: 1) i beneficiari dell’intervento; 2) gli operatori che concretamente prestano il servizio e 3) i donatori.
Il gruppo di lavoro “raccolte fondi” si è concentrato sull’analisi dei donatori, provando a suddividerli in categorie partendo dagli associati e arrivando ai grandi benefattori privati, ai contribuenti fiscali, fino alle istituzioni pubbliche e private.
Le modalità col le quali ricevere fondi possono essere quote associative annuali oppure donazioni ad hoc sia di tipo monetario sia di beni immobili, anche attraverso lasciti testamentari. Un’altra modalità è l’accesso al 5 per mille.
Una ulteriore possibilità è il lancio di campagne informative on line o l’organizzazione di eventi di fund raising (come cene, concerti e aste di beneficienza).
In generale, è importante mantenere una relazione con i donatori attraverso bollettini o newsletter periodiche per tenerli informati circa i progetti realizzati e come i loro soldi sono effettivamente spesi, attraverso rendiconti chiari e trasparenti.
Internet può svolgere un ruolo importante per mantenere i contatti con donatori esistenti e per creare occasioni di contatto con nuovi donatori e anche per rendere conto di come si stanno gestendo le attività
Ad oggi, purtroppo, i donatori interessati a sostenere le istanze del movimento LGBT cristiano non trovano una struttura nazionale adeguata a ricevere la loro generosità.

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La proposta di fondo “Samaria”

Fermo restando “l’orientamento al fare” degli organismi nazionali (Forum, coordinamento dei gruppi e altri ipotetiche associazioni) che consiste nell’attivare e gestire i progetti nazionali, il gruppo di lavoro “raccolte fondi” esprime le seguenti raccomandazioni:

– Attivare immediatamente o in tempi brevissimi il fondo per assicurare chiarezza e trasparenza nella gestione delle risorse economiche dei progetti nazionali
– Valutare successivamente se mantenere il fondo come “partner” di servizio degli organismi nazionali oppure se farlo confluire in un organismo ritenuto idoneo, pur sottolineando che in presenza di più progetti nazionali promossi da organismi diversi, il fondo garantirà sempre il mantenimento di un patrimonio comune unico e indiviso, al riparo dalla frammentazione e dalla dispersione delle risorse.
– Il fondo nasce per raccogliere donazioni in modo stabile e autonomo. L’ente gestore del fondo ha una ispirazione cristiana, una vocazione ecumenica, una missione umanitaria. Si propone di sostenere ogni iniziativa utile a eliminare ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale o identità di genere, nella società e nelle chiese e di sostenere la cooperazione concreta fra cristiani e laici, fra credenti di altre religioni, diversamente credenti e non credenti.
Nasce dalle persone gay, lesbiche, bisessuali, trangender, interesessuali, e dai loro gruppi. E’ al servizio dei loro progetti, mobilitazioni, azioni concrete di liberazione e solidarietà, impegni culturali e spirituali.
Ispirandosi al messaggio evangelico di amore per chi ci è prossimo, il fondo concentra la propria azione di beneficenza su progetti locali italiani, senza tuttavia sottrarsi alla necessità di portare aiuto concreto alle persone che vivono la propria diversità nel resto d’Europa e nel Mediterraneo.
– Il fondo viene costituito con la forma giuridica di associazione, in quanto la costituzione di una fondazione richiede un consistente patrimonio iniziale. Al fondo potranno confluire donazioni da ogni persona fisica o giuridica, da privati o da imprese, oltre che da enti pubblici, nonchè lasciti, donazioni detraibili o deducibili e potrà inoltre qualificarsi in modo tale da concorrere all’assegnazione del “cinque per mille”.
– Il fondo promuoverà e sosterrà le iniziative prese dalle persone, dai gruppi, dalle realtà di cui è emanazione, con cui è in rete, di cui è al servizio. Si manterrà assolutamente indipendente da ogni altra organizzazione politica, sociale, economica, ecclesiale. Il fondo si asterrà dall’interferire nella vita, nell’organizzazione e nella missione delle realtà a cui presterà sostegno.

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