Dalla ferita nell’anima scaturisce la nostra sete di Dio

Riflessioni di Maurizio di Bologna, partecipante al II° Forum dei Cristiani Omosessuali Italiani di Albano (30 marzo/1 aprile 2012)

Per me il Forum 2012 è stata una esperienza travolgente. Una somma di imput tali, da non contenersi. La cosa più bella era vedere l’affiatamento di chi guidava con chi aiutava; il senso di comunità, di condivisione di un destino e di uno scopo grande.
E poi i volti e le personalità tutte diverse tra loro, ma tutte “segnate” da questo sigillo comune, questo segno che le rende più uniche tra le uniche. E’ un doppio sigillo: è una ferita aperta nella carne, nel farci essere omo piuttosto che etero; ed è anche una ferita nell’anima perchè ci arde una sete inestinguibile di Dio.

Sono veramente grato a chi ha donato i propri sforzi alla realizzazione di tutto il forum e grato a chi ha partecipato comunicando se stesso e la sua piccola/enorme presenza agli altri. Sono contento anche che si sia guardato in prospettiva alla costruzione di strumenti ulteriori a favorire questa comunione e vicinanza, nel pensiero e nelle azioni.

Lo sappiamo molto bene in fondo che Dio non si cura affatto di quanto l’uomo pecca, bensì di quanto l’uomo cerca, ama e costruisce per amore, ed è ciò che ho visto e trattengo di questi giorni.

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